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Giacarta: Una Megalopoli in Balia dell'Acqua e il Sogno di Nusantara

11 Aprile

Giacarta, la capitale indonesiana, è una metropoli plasmata e minacciata dall'acqua, un elemento che ha definito la sua storia e che ora ne mette a repentaglio il futuro. Con una popolazione che supera gli 11 milioni di abitanti, e ben 42 milioni se si considera l'intera area metropolitana – rendendola l'agglomerato urbano più grande al mondo secondo i dati ONU del 2025 – Giacarta sorge su una piana alluvionale attraversata da numerosi fiumi. Questo ambiente la rende intrinsecamente vulnerabile alle inondazioni, un fenomeno sempre più frequente e devastante. Già nel 2007, oltre il 70% della città era stato sommerso, e recenti eventi nel marzo 2025 hanno costretto all'evacuazione di oltre 120.000 persone. La zona costiera, affacciata sulla baia, è in lento assorbimento da parte del mare, un processo accelerato dai cambiamenti climatici.

La storia di Giacarta, anticamente conosciuta come Batavia, è intrinsecamente legata all'acqua fin dalla sua fondazione come porto commerciale olandese nel XVII secolo. Progettata con una fitta rete di canali, nel tentativo di emulare Amsterdam, la gestione idrica si rivelò presto una sfida cruciale. I canali, anziché essere una risorsa, divennero fonte di malattie, portando all'abbandono del nucleo storico e al successivo interramento delle vie d'acqua. Oggi, la persistente vulnerabilità di Giacarta è aggravata da un grave fenomeno di subsidenza, con il terreno che si abbassa di circa 25 centimetri all'anno in alcune aree, a causa dell'eccessiva estrazione di acqua di falda. Questo sprofondamento, che ha raggiunto oltre 4 metri in alcune zone negli ultimi decenni, unito all'inadeguatezza del sistema fognario e alle piogge intense, rende le alluvioni un pericolo costante, soprattutto per i quartieri più poveri e densamente abitati.

Di fronte a questa emergenza, l'Indonesia ha ideato il progetto di Nusantara, una nuova capitale nel Borneo, con l'intento di decongestionare Giacarta e alleggerire la pressione sulle sue risorse. Il piano, varato nel 2019, prevede la costruzione di una megalopoli in un'area di foresta pluviale di 2.560 kmq. Tuttavia, il progetto è gravato da notevoli criticità, tra cui la deforestazione massiva, lo sfratto di popolazioni indigene e costi elevatissimi che ne rallentano l'attuazione. Nonostante l'idea sia quella di una complementarità piuttosto che un totale abbandono di Giacarta, i fondi destinati a Nusantara stanno diminuendo e l'attuale presidente la considera una priorità non urgente. Nel frattempo, Giacarta si trova a dover affrontare con urgenza gli impatti sempre più drammatici delle inondazioni e degli eventi climatici estremi, ponendo la città di fronte a un bivio cruciale per il suo futuro.

La vicenda di Giacarta e del progetto Nusantara ci spinge a riflettere sulla complessa interazione tra sviluppo urbano, ambiente e sostenibilità. Di fronte alle sfide imposte dai cambiamenti climatici e dalla rapida urbanizzazione, è imperativo che le soluzioni adottate siano lungimiranti, rispettose degli equilibri ecologici e attente alle esigenze delle comunità locali. Solo attraverso una pianificazione integrata e una governance efficace sarà possibile costruire un futuro più resiliente e prospero per le nostre città, garantendo che il progresso non avvenga a scapito del benessere del pianeta e delle sue popolazioni.

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