infoscribel.com

Il Padiglione Centrale della Biennale di Venezia Rinasce con un Restauro Elegante

25 Marzo

Il Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale di Venezia, dopo un'attesa di 16 mesi, torna a splendere in una veste completamente rinnovata. Un progetto di restauro, guidato dallo studio Labics e da Fabio Fumagalli in collaborazione con il Settore Progetti Speciali della Biennale, ha restituito all'edificio una nuova identità, equilibrando l'eleganza minimalista con il rispetto della sua lunga storia. L'intervento, finanziato con 31 milioni di euro dal Ministero della Cultura nell'ambito del PNRR, ha rimosso le superfetazioni, consolidato le murature con adeguamenti antisismici e rifatto gli impianti, preparando il padiglione ad accogliere la Biennale Arte 2026. Questo rappresenta il primo progetto di riqualificazione integrale del padiglione, che ha visto nel corso dei suoi 130 anni di storia contributi da architetti di spicco come Carlo Scarpa e Gio Ponti.

Il Restauro del Padiglione Centrale: Tra Storia e Innovazione a Venezia

Giovedì 19 marzo 2026, in una giornata veneziana baciata dal sole, il Padiglione Centrale ai Giardini della Biennale ha riaperto le sue porte, svelando un volto completamente rinnovato. Questa cerimonia di presentazione ha riunito figure di spicco come Paolo Baratta, Roberto Cicutto e Pietrangelo Buttafuoco, ex presidenti della Biennale, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, tutti uniti nel celebrare la conclusione di un progetto ambizioso nei tempi previsti. Un investimento di 31 milioni di euro dal Ministero della Cultura, tramite il Piano Nazionale Complementare (PNC) al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha permesso la realizzazione di questo restauro. Questo intervento rientra in un più vasto programma di sviluppo e potenziamento della Biennale di Venezia, che prevede 22 opere per un totale di 170 milioni di euro, inclusa la nuova sede dell'Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) all'Arsenale, la cui inaugurazione è attesa per l'inizio di giugno.

Il progetto, concepito dallo studio Labics (Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori) insieme a Fabio Fumagalli e al Settore Progetti Speciali della Biennale (Arianna Laurenzi, Cristiano Frizzerle) e Buromilan, rappresenta la prima riqualificazione completa e unitaria nella storia del Padiglione. Costruito tra il 1894 e il 1895 su disegno di Enrico Trevisanato come Palazzo Pro Arte, l'edificio ha subito nel tempo numerose modifiche e aggiunte da parte di architetti illustri come Ernesto Basile, Galileo Chini, Gio Ponti, Carlo Scarpa e Valeriano Pastor, evolvendosi in uno spazio multifunzionale con aree didattiche, libreria e caffetteria. L'intervento attuale ha mirato a eliminare le aggiunte superflue, a consolidare le murature perimetrali con adeguamenti antisismici e a rinnovare completamente gli impianti e le coperture, ad eccezione della Sala 10 e della Sala Chini.

Il nuovo assetto è caratterizzato da una successione di "white box" minimaliste, in forte contrasto con il nero delle coperture e dei rivestimenti in alluminio alveolare che enfatizzano i passaggi interni. Un elemento distintivo del progetto è la ricerca di un maggiore dialogo tra l'edificio e lo spazio esterno, grazie all'introduzione di nuove vetrate e di due nuove strutture esterne in legno lamellare carbonizzato e pannelli X-LAM, che fungono da logge e richiamano l'idea dell'altana veneziana, rafforzando il legame con il giardino e la città. Questo equilibrio tra conservazione della memoria e riscrittura radicale, come sottolineato dagli architetti Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, ha permesso di reinventare lo spazio senza cancellarne il passato, rendendolo pronto ad accogliere il "coloratissimo" allestimento della prossima Biennale Arte, "In Minor Keys", che aprirà il 9 maggio 2026.

L'apertura del rinnovato Padiglione Centrale della Biennale di Venezia rappresenta un modello esemplare di come il patrimonio architettonico possa essere rigenerato con rispetto e visione. Il dialogo tra l'antico e il moderno, l'eliminazione delle sovrastrutture e l'apertura al paesaggio dimostrano un approccio sensibile che esalta la storia dell'edificio proiettandolo nel futuro. Questa riqualificazione non è solo un restauro funzionale, ma una riscrittura poetica che offre nuovi spunti sull'integrazione tra architettura e ambiente circostante, stimolando una riflessione sull'evoluzione degli spazi culturali e sulla loro capacità di adattarsi alle esigenze contemporanee senza perdere la propria essenza.

ultime notizie

Un Codice Edilizio Senza Vera Qualità Architettonica: Una Riforma Incompleta
23 Marzo

Un Codice Edilizio Senza Vera Qualità Architettonica: Una Riforma Incompleta

Il nuovo Disegno di Legge delega per il Codice dell'Edilizia e delle Costruzioni, pur mirato a un riordino normativo urgente, rischia di trascurare completamente la cultura del progetto e la qualità architettonica. L'articolo evidenzia l'assenza di termini come 'qualità architettonica' e 'cultura del progetto', riducendo il ruolo del progettista a una mera formalità amministrativa, a differenza di approcci più lungimiranti adottati in paesi come Francia, Paesi Bassi e Germania. Viene sollevato un invito alla mobilitazione per integrare una visione più olistica e qualitativa nell'iter legislativo.

L'Italia e le serre bioclimatiche: un'opportunità energetica inesplorata
20 Marzo

L'Italia e le serre bioclimatiche: un'opportunità energetica inesplorata

Nonostante l'Italia goda di abbondante irraggiamento solare, le serre bioclimatiche rimangono un'innovazione sottovalutata nel panorama edilizio nazionale. Spesso confuse con semplici verande e ostacolate da una normativa frammentata, queste "macchine solari passive" offrono un potenziale significativo per il risparmio energetico e la promozione di un'architettura pi sostenibile, ancora in attesa di un riconoscimento e un'applicazione pi diffusi.

La persistenza e la crisi della Libreria Hoepli: un'icona milanese al bivio
18 Marzo

La persistenza e la crisi della Libreria Hoepli: un'icona milanese al bivio

La storica libreria Hoepli di Milano, fondata nel 1870, si trova ad affrontare un periodo di profonda incertezza. Più di un semplice punto vendita di libri, Hoepli ha rappresentato un pilastro culturale per la città, noto per la sua vasta offerta di manuali tecnici e pubblicazioni divulgative. La potenziale chiusura solleva interrogativi sulla diffusione del sapere e sulla conservazione di un patrimonio architettonico e intellettuale unico, progettato da Luigi Figini e Gino Pollini.

Tra Uomo e Animale: Architetture Nascoste dell'Allevamento Intensivo
18 Marzo

Tra Uomo e Animale: Architetture Nascoste dell'Allevamento Intensivo

Il programma di ricerca "Animal Farm" del Politecnico di Torino, guidato da Sofia Nannini, esplora l'architettura spesso trascurata degli allevamenti intensivi. Questo progetto, in collaborazione con il giornaledellarchitettura.com, analizza l'impatto di tali strutture sull'ambiente, sulla societ¢ e sull'etica, rivelando come questi spazi, bench← ubiqui, rimangano invisibili nel discorso architettonico, contribuendo alla crisi climatica e alla perdita di biodiversit¢.

Orchestra Urbana a Napoli: Un'Esperienza Sonora Rivoluzionaria in Piazza Garibaldi
17 Marzo

Orchestra Urbana a Napoli: Un'Esperienza Sonora Rivoluzionaria in Piazza Garibaldi

Pessoa Luna Park ha dato vita a 'Garibaldi Urban Orchestra', un progetto innovativo che ha trasformato la cavea ipogea di Piazza Garibaldi a Napoli in un anfiteatro sonoro. Otto "mostri marini" stampati in 3D e sensorizzati hanno amplificato i suoni della piazza, creando un'esperienza immersiva. L'iniziativa, parte di 'Bella Piazza', mira a ridefinire la funzione dello spazio pubblico attraverso l'arte e la sperimentazione sonora, rivelando le molteplici "voci" della citt¢.

Metropolitane: Tra Rappresentazione Urbana e la Reinterpretazione dello Spazio Grafico
09 Marzo

Metropolitane: Tra Rappresentazione Urbana e la Reinterpretazione dello Spazio Grafico

Questo articolo esplora l'evoluzione delle mappe metropolitane, celebrando il loro 150° anniversario. Attraverso l'analisi di un nuovo libro, si esamina come queste infrastrutture non solo facilitino la mobilità, ma plasmino anche la percezione visiva e mentale delle città. Si discute l'importanza del design grafico di Harry Beck e l'influenza delle metropolitane nella cultura popolare, evidenziando il loro ruolo nell'orientamento e nella comprensione dello spazio urbano.