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Omaggio a Brancusi a Venezia: un dialogo tra arte contemporanea e memoria storica
A Venezia, dove l'arte e la storia si fondono in ogni vicolo e palazzo, la Galerie Negropontes ha aperto le sue porte nel 2024, scegliendo la magnifica Palazzina Masieri sul Canal Grande come cornice perfetta per la sua seconda sede, dopo quella parigina. Un'iniziativa che celebra il profondo legame tra la città lagunare e la memoria artistica.
A Venezia, la Galerie Negropontes rende omaggio a Brancusi con "Uno Sguardo Su Brancusi"
Nell'ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario della nascita di Constantin Brancusi, la Galerie Negropontes a Venezia ospita fino al 18 dicembre la mostra “Uno sguardo su Brancusi”, un'esposizione che dialoga tra passato e presente. Inaugurata durante il Venice Gallery Weekend nella storica Palazzina Masieri, progettata da Carlo Scarpa, la mostra presenta le evocative fotografie di Dan Er. Grigorescu, che immortalano le opere di Brancusi, affiancate dalle creazioni di artisti contemporanei rappresentati dalla galleria.
Il percorso espositivo inizia al piano terra, dove le sculture lignee di Mauro Mori, intagliate in Albizia Rosa, reinterpretano la caratteristica tecnica di impilamento del maestro rumeno. Questi tavolini, che sono essi stessi opere d'arte, fungono da basi per ulteriori sculture marmoree. Accanto, le fotografie in bianco e nero di Dan Er. Grigorescu offrono un'intensa e drammatica interpretazione del “Torse I” di Brancusi.
Salendo al primo piano, si incontrano le opere di Mircea Cantor e Gianluca Pacchioni. La serie “Add Verticality To Your Seat (To Socrates)” di Cantor, realizzata con querce e ciliegi secolari della Romania, scolpiti con tecniche tradizionali, presenta ritratti astratti di Socrate, simbolo di resistenza intellettuale. Le due opere di Pacchioni, appartenenti alla serie “Take the World Into the World” e scolpite in legno di quercia, esplorano il valore dei mondi interiori, rappresentati come gomitoli compatti. Le sue colonne in legno sono un chiaro riferimento alla “Colonne sans fin” di Brancusi. A completare l'allestimento, due quadri-specchio di Cantor evocano i riflessi di Venezia, celebrando la sua pratica multidisciplinare.
All'ultimo piano, un affascinante confronto fotografico mette in dialogo le immagini storiche degli anni '60 di Grigorescu con gli scatti a colori di Cantor, entrambi incentrati sul monumentale complesso di Târgu Jiu. Questa sezione evidenzia la dimensione spaziale e monumentale dell'opera di Brancusi, concepita come un'unità inscindibile di scultura, percorso e paesaggio.
La Palazzina Masieri stessa, con la sua ricca storia di restauri tra il 1952 e il 1983, rappresenta la terza protagonista dell'esposizione. Dopo il rifiuto di una proposta iniziale di Frank Lloyd Wright, il progetto di ristrutturazione fu affidato a Carlo Scarpa nel 1968, che ridisegnò gli interni mantenendo intatto l'esterno originale. Oggi, sotto l'egida della Galerie Negropontes e curata dallo studio Ham Benefit di Roberta Bartolone e Giulio Mangano, la Palazzina rivive il suo spirito originale di centro d'arte e conoscenza. L'impronta di Scarpa, visibile nei dettagli preziosi, nelle prospettive e nei giochi di luce, continua a interagire con le opere esposte, creando una stratificazione temporale e artistica unica, possibile solo nella cornice di Venezia.
Questa mostra offre una straordinaria opportunità di immergersi nell'eredità di Brancusi attraverso sguardi molteplici e contemporanei, evidenziando come l'arte possa trascendere il tempo e lo spazio. L'interazione tra le opere contemporanee, le fotografie storiche e l'architettura della Palazzina Masieri genera una riflessione profonda sulla continuità e l'evoluzione delle forme artistiche. È un invito a riscoprire Brancusi non solo come scultore, ma come fonte d'ispirazione per le generazioni future, in un dialogo continuo tra memoria e innovazione.
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