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L'Influenza di Airbnb Sulle Città Italiane: Uno Studio Approfondito

27 Maggio

Il fenomeno degli affitti brevi, guidato da piattaforme come Airbnb, ha trasformato radicalmente il tessuto urbano italiano. Una dettagliata indagine condotta dal Future Urban Legacy Lab (FULL) del Politecnico di Torino, denominata "AirMap", ha analizzato come questa economia "condivisa" si sia evoluta in una potente infrastruttura economica, influenzando profondamente la disponibilità di alloggi, i valori immobiliari e la struttura sociale dei quartieri. La ricerca, presentata a Torino, offre una panoramica comparabile e aggiornata delle dinamiche delle locazioni a breve termine in 15 grandi città italiane, evidenziando la crescente professionalizzazione del settore e le implicazioni per il diritto all'abitare.

L'Impatto di Airbnb: Una Nuova Mappa delle Città Italiane

Negli ultimi quindici anni, piattaforme come Airbnb hanno agito come un catalizzatore di cambiamenti nelle dinamiche tra turismo, residenza e mercato immobiliare urbano. Quello che inizialmente era un modello di "sharing economy" si è trasformato in una vera e propria infrastruttura economica, con effetti palpabili sulla disponibilità di abitazioni, sui prezzi degli immobili e sulla composizione sociale dei quartieri. La ricerca "AirMap", condotta dal Future Urban Legacy Lab (FULL) del Politecnico di Torino e presentata il 22 maggio a Torino, ha esplorato queste trasformazioni in 15 capoluoghi italiani. Gli studiosi Marco Allegra, Francesco Chiodelli, Loris Servillo, Matteo Beltramo e Francesca Cassiani hanno coordinato questo studio, che si è basato su un database dettagliato di oltre 225.000 annunci attivi nel 2024. Questi annunci hanno generato più di 21 milioni di notti prenotate e oltre 3 miliardi di euro di ricavi nelle aree urbane analizzate. Tra il 2017 e il 2024, gli annunci sono aumentati di circa 58.000 unità, con il 77,4% rappresentato da intere abitazioni, a dimostrazione dell'incidenza diretta sul patrimonio residenziale.

Le città sono state raggruppate in quattro cluster omogenei. Le "città sature" come Roma, Milano, Venezia, Bologna e Firenze mostrano una crescita consolidata ma su basi già vaste, con una professionalizzazione marcata degli host e una concentrazione nei centri storici che si estende verso le periferie. Le "città in forte espansione" quali Torino, Napoli e Palermo, pur avendo mercati strutturati, registrano una rapida crescita, con Airbnb che si insedia principalmente nei centri storici, generando competizione tra turismo e residenza. Le "città emergenti" come Bari, Bergamo, Genova e Catania hanno visto aumenti spettacolari degli annunci e dei pernottamenti, con una diffusione "a macchia d'olio" e un aumento dei valori immobiliari. Infine, i "mercati minori e stabili" come Trieste, Reggio Calabria e Cagliari, pur essendo più piccoli, mostrano dinamiche simili di crescita e professionalizzazione, con una presenza crescente di grandi host e l'espansione del fenomeno dai centri alle aree limitrofe, evidenziando l'integrazione tra turismo urbano e balneare.

Riflessioni sull'Evoluzione Urbana e il Diritto alla Casa

L'indagine del Politecnico di Torino ci spinge a riflettere profondamente sulle conseguenze socio-economiche della "airbnbizzazione" delle città. È evidente come un modello inizialmente concepito per la condivisione si sia trasformato in un settore altamente professionalizzato e redditizio, con una crescente incidenza sulla vita quotidiana dei residenti. Le dinamiche evidenziate, come la saturazione di alcune città d'arte e la rapida espansione in altre, pongono interrogativi urgenti sui futuri equilibri urbani. È fondamentale che i decisori pubblici sviluppino strumenti urbanistici e politiche differenziate, capaci di regolare il fenomeno della turistificazione e di salvaguardare il diritto all'abitare, garantendo che le città rimangano spazi vivibili e accessibili per tutti i loro abitanti, non solo per i visitatori.

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