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Il patrimonio di Piero Portaluppi trova casa a Villa Necchi Campiglio

20 Maggio

La Fondazione Piero Portaluppi ha trovato una nuova dimora per il suo prezioso archivio all'interno di Villa Necchi Campiglio, un edificio iconico progettato dall'architetto stesso tra il 1930 e il 1932. Questa scelta non solo rende omaggio al suo genio, ma assicura anche che il suo lascito artistico e professionale sia conservato e reso accessibile al pubblico. Il patrimonio include una vasta collezione di disegni, documenti, pubblicazioni e pezzi d'arredo, tutti donati al FAI (Fondo Ambiente Italiano), consolidando il legame tra l'opera di Portaluppi e uno dei suoi capolavori architettonici.

L'inaugurazione di questo spazio non è solo una celebrazione del passato, ma anche un ponte verso il futuro, con l'obiettivo di promuovere la conoscenza e lo studio del lavoro di Portaluppi attraverso mostre temporanee annuali. La prima di queste, "Piero Portaluppi: l'arte del disegno", curata da Roberto Dulio, mette in luce 44 dei suoi disegni più rappresentativi, offrendo una prospettiva approfondita sulla sua pratica progettuale e la sua maestria artistica. Questo approccio dinamico assicura che l'archivio rimanga un centro vivace per la ricerca e l'ammirazione, rendendo omaggio a un architetto che ha lasciato un segno indelebile nel panorama milanese e oltre.

L'Eredità Artistica e Documentaria di Piero Portaluppi

L'apertura dell'archivio della Fondazione Piero Portaluppi a Villa Necchi Campiglio rappresenta un evento significativo per la cultura architettonica. Questa residenza storica, progettata dallo stesso Portaluppi, si trasforma ora nel custode della sua vasta produzione intellettuale e creativa. L'iniziativa permette di esplorare l'universo di uno dei più influenti architetti milanesi, attraverso una ricca collezione che comprende schizzi, progetti, corrispondenza e oggetti personali. La decisione di collocare l'archivio in un luogo così emblematico evidenzia la profonda connessione tra l'opera di Portaluppi e l'edificio che ne ospita la memoria, creando un dialogo continuo tra passato e presente e offrendo al pubblico e agli studiosi l'opportunità di immergersi nella sua visione.

Il nuovo spazio espositivo, accessibile dal 21 maggio, non si limita alla mera conservazione, ma offre un'esperienza immersiva. Oltre alla riproduzione fedele del suo studio originale, arricchita da elementi d'arredo e disegni autentici, l'archivio ospiterà mostre a rotazione che approfondiranno vari aspetti del suo lavoro. La mostra inaugurale, "Piero Portaluppi: l'arte del disegno", curata da Roberto Dulio e visitabile fino al 18 ottobre 2026, è un'occasione unica per ammirare 44 dei suoi disegni più celebri, testimonianza della sua eccellenza grafica e della sua profonda comprensione dello spazio e della forma. Questo approccio curativo mira a mantenere viva la ricerca e la discussione attorno alla figura di Portaluppi, rendendo l'archivio un punto di riferimento per l'architettura contemporanea.

Un Tesoro di Documenti e Contatti Intellettuali

Il patrimonio documentario donato al FAI e ora accessibile per la consultazione è straordinariamente ricco e diversificato. Include oltre mille disegni datati tra il 1909 e il 1967, un numero equivalente di stampe fotografiche d'epoca che immortalano le sue opere e i suoi viaggi, taccuini di schizzi e appunti autografi che rivelano il processo creativo dell'architetto. A ciò si aggiungono caricature a matita e china, più di 15.000 cartoline e un centinaio di bobine cinematografiche in formato 16 mm, per un totale di circa otto ore di riprese effettuate tra il 1931 e il 1965 in Italia e all'estero. Questi materiali non solo documentano la sua carriera professionale, ma anche le sue relazioni personali e intellettuali con figure di spicco come Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero, Marcello Piacentini, Gio Ponti e il gruppo BBPR, offrendo uno spaccato unico della vita culturale dell'epoca.

Grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e il Politecnico di Milano, lo spazio espositivo allestito da Piero Castellini Baldissera, nipote di Portaluppi, offre anche la possibilità di consultare una selezione di libri provenienti dalla sua biblioteca personale. Inoltre, sono disponibili quasi 3.000 volumi e riviste di storia dell'architettura, accumulati dalla Fondazione Portaluppi nel corso degli anni. Questo insieme di risorse rende l'archivio un vero e proprio "paradiso" per gli appassionati e gli studiosi dell'architettura, consentendo un'analisi approfondita e multidisciplinare dell'opera di Portaluppi e del contesto storico in cui si è sviluppata. La meticolosa conservazione e la curata esposizione di questi materiali offrono un'occasione preziosa per comprendere l'eredità di un maestro che ha saputo fondere tradizione e innovazione, lasciando un'impronta indelebile nel panorama architettonico italiano.

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