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Ludovica Molo: Il Cuore del Progetto e la Cura del Territorio

19 Settembre

Ludovica Molo: L'Essenza del Progetto e la Custodia dei Luoghi

Un'Architettura Partecipativa: Coinvolgere e Responsabilizzare le Nuove Generazioni

Ludovica Molo, architetta e promotrice culturale, sostiene con fermezza la necessità di estendere la partecipazione dei cittadini e delle nuove generazioni nella definizione della qualità del territorio. Sottolinea l'importanza di rendere ogni individuo protagonista e responsabile, senza tuttavia trascurare il ruolo fondamentale del progetto come motore della trasformazione fisico-spaziale. La sua visione evidenzia come l'architettura debba rimanere appannaggio di professionisti qualificati, capaci di guidare l'evoluzione degli spazi abitati.

La Prospettiva di Ludovica Molo: Tra Cura del Territorio e Specificità Disciplinare

Come direttrice dell'Istituto Internazionale di Architettura di Lugano e con l'imminente sesta edizione della Biennale Svizzera del Territorio, Ludovica Molo si muove con agilità tra diverse dimensioni dell'architettura e della cultura. Architetta in attività e curatrice di eventi come Open House Ticino, ha guidato per otto anni la Federazione Architette e Architetti Svizzeri (BSA-FAS). Il suo pensiero, sebbene radicato nel Canton Ticino, offre spunti di riflessione validi per l'intera Confederazione.

Il Canton Ticino: Uno Specchio delle Dinamiche Territoriali Globali

La regione ticinese viene presentata come un esempio emblematico delle sfide contemporanee a livello mondiale. Caratterizzata da una doppia identità, intrinseca alla sua natura di territorio di confine, essa rappresenta un crocevia di opportunità e vulnerabilità. Confinando con aree economicamente dinamiche come Milano e l'altopiano svizzero, il Ticino è soggetto a rapidi cambiamenti che influiscono sugli aspetti fisico-spaziali, economici e professionali, richiedendo agli architetti locali una costante capacità di adattamento.

Adattamento e Innovazione: Le Sfide dell'Architettura Ticinese

Il rapido mutamento del territorio ticinese, in particolare a causa delle infrastrutture che occupano una porzione limitata della regione prevalentemente montuosa, pone gli architetti di fronte a grandi sfide. L'integrazione di opere come la ferrovia del Gottardo e l'autostrada A2 in un contesto complesso è un esempio lampante di come la disciplina debba confrontarsi con la gestione di spazi limitati. L'edificazione estensiva post-anni '60, sebbene supportata da un paesaggio intrinsecamente robusto, impone una maggiore attenzione e cura per preservarne la resilienza.

Affrontare i Cambiamenti Climatici: Architettura e Precarietà

Il Ticino, essendo tra i Cantoni svizzeri più esposti agli effetti del cambiamento climatico, manifesta trasformazioni ambientali accelerate e situazioni estreme. Questo scenario impone all'architettura di riconsiderare concetti quali la precarietà e il pericolo, invitando la disciplina a sviluppare soluzioni innovative e resilienti per tutelare i luoghi e le comunità.

L'Identità Architettonica Ticinese: Continuità e Nuove Prospettive

Il dibattito sull'eredità culturale di figure come Aurelio Galfetti e Mario Botta, pionieri di una scuola architettonica riconoscibile, evidenzia la transizione verso una globalizzazione dei riferimenti culturali e progettuali nel Ticino odierno. Nonostante l'eterogeneità degli approcci contemporanei, il territorio stesso, con i suoi fondovalle limitati e i versanti scoscesi, rimane un elemento unificante, dando vita a un'identità architettonica distintiva, seppur con un riconoscimento internazionale meno marcato.

"Handle with Care": Un Nuovo Modello di Governance Territoriale

La Biennale Svizzera del Territorio, con il suo titolo "Handle with Care", promuove un modello di governance territoriale più inclusivo e meno gerarchico. L'Istituto Internazionale di Architettura di Lugano si impegna a diffondere i temi dell'architettura a un pubblico più ampio, superando i confini accademici e coinvolgendo attivamente le comunità. L'obiettivo è sensibilizzare cittadini, in particolare i giovani, sul loro diritto e dovere di partecipare attivamente alle politiche territoriali, sottolineando che il territorio è una manifestazione della società che lo abita.

Il Ruolo Insuperabile del Progetto: Architetti e Collaborazione Interdisciplinare

Ludovica Molo, dopo la sua esperienza alla guida della Federazione degli architetti, ha rafforzato la sua convinzione sull'insostituibilità del progetto come strumento d'azione per il territorio. Pur promuovendo un approccio collaborativo e la partecipazione collettiva, riafferma che progetti di qualità richiedono progettisti competenti. La chiave risiede nell'autonomia disciplinare e nella fiducia reciproca, dove ogni attore, dal politico al progettista, rispetta il ruolo dell'altro, in un sistema di equilibri che garantisce la qualità dell'ambiente costruito, come dimostrato dai concorsi di architettura e dalle commissioni urbanistiche in Svizzera.

L'Evoluzione della Professione: Giovani Architetti e Sperimentazione

La Call for action della biennale offre un osservatorio privilegiato sull'evoluzione delle pratiche professionali. Emerge un approccio più orizzontale e collaborativo tra gli studi più giovani, che formano collettivi e sperimentano con soluzioni effimere e temporanee. L'esempio dello studio Comte/Meuwly, che partecipò attivamente alla costruzione fisica del proprio padiglione, illustra questa disponibilità a mettersi in gioco a tutte le scale del progetto. Questo spirito innovativo, che abbraccia l'intervento minimo e la sperimentazione dal basso, è visto come un metodo efficace per definire nuove pratiche progettuali, indipendentemente dalla scala dell'oper

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